Individua il soggetto
Diritto reale, quota e periodo di possesso determinano chi paga e per quanto tempo.
Una guida pratica per capire prima di calcolare. Le risposte riassumono le regole generali: aliquote, agevolazioni e adempimenti devono essere verificati sul Comune e sul caso concreto.
Diritto reale, quota e periodo di possesso determinano chi paga e per quanto tempo.
Categoria, uso, agevolazioni ed eventuali riduzioni definiscono la fattispecie.
Usa il prospetto MEF del Comune e confronta attentamente la descrizione.
Controlla ogni passaggio e i dati dell’F24 prima dell’invio.
Non basta il nome dell’agevolazione: per applicarla devono essere rispettati tutti i requisiti, la decorrenza e gli eventuali obblighi dichiarativi.
È l’immobile nel quale il possessore ha contemporaneamente residenza anagrafica e dimora abituale. Se manca uno dei due requisiti non opera l’esclusione ordinaria.
Oltre all’abitazione principale non di lusso, la legge prevede esenzioni per specifici immobili e periodi. Fra i casi più ricorrenti:
Molte esenzioni richiedono la dichiarazione IMU e documenti che provino i requisiti. “Immobile vuoto” o “non utilizzato” non significa automaticamente esente.
La base imponibile può essere ridotta del 50%, ma soltanto se ricorrono tutte le condizioni di legge.
L’aliquota resta quella prevista dal Comune per la fattispecie; la riduzione riguarda la base imponibile. Va verificato anche l’obbligo di dichiarazione.
L’IMU calcolata applicando l’aliquota comunale è ridotta al 75%: in pratica si paga il 75% dell’imposta, non si riduce la rendita catastale.
Conserva contratto, registrazione e attestazione. Controlla nel prospetto MEF se la fattispecie ha un’aliquota dedicata.
La dichiarazione è normalmente richiesta per variazioni o agevolazioni non ricavabili dalle banche dati disponibili all’ente. In via generale si presenta entro il 30 giugno dell’anno successivo e resta valida finché non cambiano gli elementi dichiarati.
Apri una domanda per leggere la risposta. Per casi con successioni, separazioni, contenzioso, fabbricati rurali o aree edificabili è prudente chiedere una verifica professionale.
L’IMU è l’imposta municipale propria dovuta, in generale, da chi possiede immobili, aree fabbricabili e terreni agricoli. Il gettito è normalmente destinato al Comune, con una quota statale prevista per alcuni immobili del gruppo catastale D.
Paga il titolare del diritto reale sull’immobile: proprietario, usufruttuario, titolare del diritto di uso, abitazione, enfiteusi o superficie. In casi specifici paga il concessionario o il locatario finanziario. L’inquilino o il comodatario, di regola, non paga l’IMU.
No, se è l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente, salvo le abitazioni classificate A/1, A/8 o A/9. Pertinenze ed eventuali assimilazioni vanno verificate secondo la legge e la delibera comunale.
Di regola sì, anche se non è utilizzata. L’importo dipende da rendita, categoria catastale, quota e mesi di possesso, eventuali riduzioni e aliquota approvata dal Comune per quella fattispecie.
Si rivaluta la rendita catastale del 5%, si applica il moltiplicatore previsto per la categoria catastale e si ottiene la base imponibile. Alla base, dopo eventuali riduzioni, si applicano quota di possesso, mesi e aliquota comunale.
L’aliquota non si trova nella visura catastale. Va cercata nel prospetto IMU pubblicato nel portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, scegliendo Comune, anno e fattispecie. La descrizione della fattispecie è importante quanto il numero dell’aliquota.
Per il 2026 l’acconto scade il 16 giugno e il saldo il 16 dicembre. È possibile pagare l’intero importo entro il 16 giugno. Prima del saldo va controllato l’eventuale aggiornamento delle aliquote comunali.
Il mese si considera per intero quando il possesso si è protratto per più della metà dei giorni del mese. Il giorno del trasferimento è computato all’acquirente; in caso di parità di giorni il mese è attribuito all’acquirente. Verifica le date dell’atto e le regole applicabili al caso concreto.
Ogni contitolare calcola e versa la propria quota, tenendo conto della percentuale e dei mesi di possesso. Le condizioni personali e le agevolazioni possono essere diverse per ciascun soggetto.
La base imponibile può essere ridotta del 50% se ricorrono tutte le condizioni di legge, tra cui comodato a un parente in linea retta entro il primo grado, contratto registrato, uso come abitazione principale del comodatario e requisiti specifici del comodante. Non basta la sola consegna dell’immobile.
Per gli immobili locati a canone concordato che rispettano i requisiti di legge, l’imposta determinata applicando l’aliquota comunale è ridotta al 75%. Occorre conservare contratto e documentazione richiesta.
La base imponibile è ridotta del 50% nei casi previsti dalla legge per fabbricati di interesse storico o artistico e per fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati. Requisiti, decorrenza e documentazione vanno verificati.
Normalmente con modello F24, indicando codice catastale del Comune, codice tributo, anno, numero immobili e casella acconto o saldo. Gli importi si arrotondano all’euro per ciascun rigo secondo le regole del modello.
Tra i codici più usati: 3912 abitazione principale e pertinenze nei casi imponibili, 3914 terreni, 3916 aree fabbricabili, 3918 altri fabbricati, 3925 e 3930 per gli immobili produttivi del gruppo D. Va sempre verificato il codice adatto al caso.
Può essere possibile regolarizzare con il ravvedimento operoso, versando imposta, sanzione ridotta e interessi calcolati in base ai giorni di ritardo. Percentuali e tasso cambiano nel tempo: prima del pagamento usa fonti aggiornate o chiedi assistenza.
Serve nei casi previsti dalla legge, soprattutto quando il Comune non dispone già delle informazioni necessarie o intervengono agevolazioni o variazioni non conoscibili automaticamente. In via generale la dichiarazione è presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo, ma va verificato il proprio caso.
Non duplicare subito il pagamento. Contatta entrambi i Comuni e presenta la richiesta di riversamento o correzione con F24, ricevuta e dati dell’immobile. La procedura concreta dipende dagli uffici coinvolti.
La legge consente ai Comuni di disciplinare il limite minimo di versamento. Controlla regolamento e delibera del Comune, perché il limite può riferirsi all’imposta annua complessiva e non alla singola rata.
No. I terreni partono dal reddito dominicale rivalutato e usano uno specifico moltiplicatore; le aree fabbricabili partono dal valore venale in comune commercio. Esenzioni e regole cambiano in base al soggetto e alla localizzazione.
Il sito aiuta a organizzare i dati, ma non sostituisce le fonti istituzionali né una consulenza sul caso concreto.
Contenuto informativo generale, non consulenza tributaria o legale. La correttezza del versamento dipende dai dati dell’immobile, dalla situazione personale e dagli atti del Comune. Prima di pagare verifica prospetto, regolamento, eventuali dichiarazioni e modello F24.